venerdì 12 giugno 2009

LA LETTERA DEI GENITORI DI MATTIA, UNA TESTIMONIANZA PER AIUTARE GLI SFOLLATI DELL'ABRUZZO


Da qualche giorno presso il reparto di Chirurgia dell’epilessia del Neuromed di Pozzilli è stato ricoverato un adolescente di nome Mattia. Mattia ha 16 anni, è abruzzese, ha vissuto la tragedia del terremoto insieme alla sua famiglia. I suoi genitori ci hanno raccontato la sua storia per sensibilizzare l’opinione pubblica e le strutture ospedaliere ad accogliere le persone con patologie cliniche che non possono accedere ai servizi sanitari dell’ospedale dell’Aquila semidistrutto dal sisma. Qui di seguito riportiamo la loro testimonianza.


“Il terremoto ha cambiato la nostra vita, ora viviamo in campeggio in attesa di ritrovare la nostra tranquillità. Non si sa ancora quando le nostre case saranno ricostruite e viviamo solo di speranza, la speranza che dopo il G8 tutto rinizi, per noi e le nostre case. Io sono tra i fortunati. Non vivo il dramma delle tende, il freddo, il caldo e ancora il freddo. Ma vivo nell’ansia. Mio figlio Mattia ha 16 anni, da 4 anni soffre di epilessia farmaco-resistente. Dopo il sisma ha avuto un’ulteriore crisi. Dopo 3 giorni in macchina io, mio marito, mio suocero e mia madre (entrambi malati) abbiamo deciso che urgeva una soluzione: Trovare una sistemazione abbastanza stabile dove Mattia potesse stare al sicuro. Un campeggio sulla costa abruzzese ci ha accolto. Molti miei amici non hanno avuto la stessa fortuna. Una mia conoscente era all’ospedale dell’Aquila al momento del sisma. Era su di una sedia a rotelle, doveva essere operata al femore il sei aprile ma non ha potuto per ovvie ragioni, non c’era un pezzo di ospedale. Dopo il crollo ha iniziato un andi-rivieni da un posto all’altro, trasportata dai familiari in macchina, per lei non c’era un’autombulanza.Spostarsi è stato nei giorni del terremoto complicatissimo, anche gestire psicologicamente chi stava male è stato terribile.E’ stata operata solo dopo un mese. Altri pazienti dell’ospedale dell’Aquila sono stati spostati in altre strutture, ma i loro medici curanti non hanno avuto il permesso di poterli continuare a seguire. Mattia, dopo il sisma, ha avuto bisogno di fare dei controlli clinici. Ci siamo trovati in un sistema macchinoso e poco attento alle nostre esigenze. Neuromed invece ci ha aiutato consentendoci di fare i controlli ed offrendoci ospitalità. Spero che questa solidarietà sia di sprone anche per le altre strutture ospedaliere. Abbiamo deciso, nonostante le difficoltà, di continuare il ricovero per il monitoraggio dell’epilessia. Vogliamo continuare a vivere la nostra vita, continuare il percorso per la guarigione di Mattia, ma tutto ora è più complicato. Accedere a cure lontano dalla propria abitazione è già complicato in situazioni normale, immaginiamoci in questo momento di precarietà e disagio. Il mio e di mio marito è un appello rivolto all’opinione pubblica e alle strutture sanitarie. Occorre smettere con tante parole e fare più fatti. Abbiamo bisogno di collaborazione e solidarietà, soprattutto per chi sta male, per chi soffre di alcune patologie, per chi deve fare dei controlli medici.”

I genitori di Mattia, Rita ed Alfredo

Nessun commento:

Posta un commento