lunedì 27 luglio 2009

CLAN SARNO, ARRESTATI IN 5: MINACCIAVANO DI MORTE LA MOGLIE DI PEPPE SARNO, COLLABORATORE DI GIUSTIZIA DA POCO PIU' DI UN MESE

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, Napoli, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Antonella Terzi su richiesta del sostituto Vincenzo D'Onofrio della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a carico di 5 esponenti di vertice del potente clan Sarno , e cioè:
1. SARNO Antonio, di Nicola, 56 anni,
2. SARNO Antonio, 31 anni,
3. SARNO Salvatore, 22 anni,
4. ESPOSITO Ciro, 37 anni,
5. CECE Vincenzo, 39 anni.
Sono accusati in concorso tra loro e con altre persone da identificare per aver minacciato di morte Anna Emilia MONTAGNA Anna Emilia, moglie del collaboratore di giustizia Giuseppe SARNO, 51 anni, detenuto, già capo dell'omonimo clan, per indurre quest'ultimo a ritrattare le dichiarazioni già rese e a non rendere più dichiarazioni nel corso degli interrogatori futuri. Alcuni di questi soggetti si sarebbero presentati più volte a casa di Anna Emilia Montagna accusandola di essere la responsabile della scelta di collaborare fatta da Peppe Sarno e le avrebbero imposto di abbandonare il coniuge se non avesse ritrattato.
Tutto questo si è verificato nelle ultime settimane perchè la decisione di Peppe Sarno di rendere dichiarazioni come collaboratore risalgono al 16 giugno scorso quando l'uomo, considerato icapo del potente clan di Ponticelli, decide di lasciare ilc rimine, o almeno così dichiara, ed inizia a collaborare.
Le ragioni sarebbero personali e familiari: sis arebbero incrinati in modo netto i rapporti fratelli, con i quali per anni ha condiviso le responsabilità gestionali dell'associazione di "famiglia" ed in particolare con Vincenzo. Enzuccio Sarno, tornato libero dopo una detenzione ultradecennale, millantando una investitura esclusiva da parte di Ciro Sarno ('o sindaco), avrebbe manifestato un vero e proprio furore onnivoro, scrivono gli investigatori. Preda di un’inarrestabile smania di grandezza ha preso ad imporsi, con la furia della potenza militare, su tutti gli altri sodalizi, cittadini e non, pretendendo una diretta partecipazione ai proventi delle attività illecite. Un approccio deciso ed autoritario che rappresenta solo il primo segmento di un più vasto ed ambizioso progetto di appropriazione e controllo totali di Napoli e Provincia. Sono così saltati equilibri faticosamente raggiunti grazie all'opposta politica di pacificazione e serena convivenza di cui Peppe Sarno era stato, fino ad allora con successo, portatore.

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